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I LEGAMI AIUTANO A VIVERE

I LEGAMI AIUTANO A VIVERE

È attraverso i legami che esprimiamo le nostre vere aspirazioni e dipingiamo il proprio paesaggio interiore. Attraverso al vita affettiva e sentimentale esprimiamo chi siamo, come siamo fatti e dove si sta andando. Occuparsi dei legami, non significa solo parlare di successi o ferite, ma è un modo per conoscere il proprio mondo interiore.

LEGAME AFFETTIVO

Quando un legame deteriora o si dissolve è come se un vortice sollevasse in aria tutto quello che incontra. Allora ciò che si può fare, è attendere che tutto si plachi. Solo a quel punto si è in grado di vedere l’entità dei danni che quel vortice ha causato fuori e dentro al legame. Un legame affettivo ci racconta della personalità di chi ne è coinvolto, descrivendone il  mondo interiore. Il legame è un pilastro fondamentale della vita di ogni essere vivente.  Alla base di questo pilastro possiamo collocare il principio di cooperazione.

PRINCIPIO DI COOPERAZIONE E COMPARTECIPAZIONE

Il principio di cooperazione è il punto di partenza del percorso verso l’affettività. Il cammino collettivo dell’Umanità, che evolutivamente, è iniziato per necessità, ha generato  progressivamente il ‘legame affettivo’  quale atteggiamento fatto di scambi e reciprocità. Dalla cooperazione si genera la compartecipazione ovvero l’attitudine a percepire e sentire  ciò che si muove nell’animo del nostro simile. L’empatia, quale capacità  di immedesimarsi , ci permette di cogliere il vissuto delle persone con cui entriamo in contatto. Condividendo uno spazio che non è più solo quello fisico, ma diventa anche quello emozionale  e ciò può avviene con tale precisione che in taluni casi ci si stupisce.

Condividere empaticamente emozioni e sentimenti  avvicina. Mentre perdere tale possibilità ci allontana in quanto incapaci di misurare le sofferenze che è possibile infliggere ad un altro essere vivente. Solo quando riusciamo ad immedesimarci  possiamo dire che stiamo compartecipando.  Man mano che ciò accade la propensione a ferire diminuisce, perché si è diventati consapevoli del prezzo che c’è da pagare.

Compartecipare significa essere in contatto con l’altro. Se questo contatto viene meno si ha l’inizio del distanziamento.  E allora ciò potrebbe portare a provocare dolore senza alcun rimorso. In sostanza, il cammino verso la concretizzazione del legame inizia con la propensione alla cooperazione, per proseguire con la compartecipazione essendo entrambi tali principi basi dell’affettività. (per approfondire)

AFFETTIVITA’

L’ affettività  può essere intesa come propensione a scambiare sentimenti, emozioni con chi ci circonda anche in modo duraturo.  Attraverso l’affettività si manifesta l’attitudine a scambiare e a mettere in comune. Essa rappresenta un passaggio raffinato dello spirito cooperativo ed è responsabile della costante ricerca di legami in cui tutti siamo coinvolti.

 L’affettività è, inoltre, matrice di tutte quelle suggestioni che vanno a determinare il giudizio che io do a me stessa. Ciò in quanto l’interesse che gli altri manifestano nei miei confronti prova, in via indiretta, il mio valore.  L’autovalutazione,  che deriva dalle comunicazioni intrecciate con chi ci circonda, diventa pilastro della personale presenza nel gruppo coppia, famiglia e società.

Una relazione affettiva o sentimentale positiva non solo contribuisce a mantenere la persona in un condizione di salute mentale, ma appaga anche il senso di appartenenza. Alimenta la percezione di essere importante per qualcuno e di poter contare su un ‘buon annidamento nella vita sociale’. Si spiega, in tal modo, come dei buoni legami affettivi e sentimentali portino la persona a progredire sia individualmente che socialmente.

La collocazione che abbiamo in un gruppo o di una relazione dipende in modo significativo dall’opinione che abbiamo di noi stessi. Il ruolo che progressivamente ci ritagliamo non è altro che l’indicatore di come viviamo nel nostro mondo interiore ovvero di cosa crediamo esserci nel nostro paesaggio interiore.

PAESAGGIO INTERIORE

La rappresentazione del nostro paesaggio  interiore è la risultanza di una serie di modalità che abbiamo progressivamente elaborato dal momento della nascita. Attingendovi costantemente e inconsapevolmente durante tutta l’esistenza. Infatti,  è da questa rappresentazione del paesaggio che noi partiamo per interagire col mondo.  Il vivere con gli altri diventa una costante messa in scena di tutti quei giudizi interiori che abbiamo maturato su di noi, rendendoli visibili attraverso le relazioni e lo stare nella relazione.

Se una bimba da piccola pensava di ‘non essere vista’, può aver attivato atteggiamenti da ‘prima donna’  nella speranza di attrarre l’attenzione. Tale stile di vita una volta stabilizzato, poiché aveva  garantito il soddisfacimento del suo bisogno, permane per il resto della vita. Ma  nell’età adulta questa modalità non è detto che garantisca lo stesso risultato. Se si attivano risposte deludenti, questa persona vivrà il legame affettivo con difficoltà. Il paradosso sta nell’aver messo in scena coerentemente il proprio bisogno di amore, senza riuscir più a ricevere soddisfazione.

Ogni delusione o smacco produce un aumento dell’angoscia, che obbliga a smentire tale esito negativo. Andando in cerca di nuovi palcoscenici ove rimettere in scena quella difficoltà per superarla. Perseverando in tale ricerca fino allo sfinimento: non importa se le cose non cambiano o peggiorano! Ci accaniamo cercando di ‘accendere una luce’ senza osservare che si sta schiacciando il tasto sbagliato.

STILI DI VITA

È durante i primi anni di vita che si formano le linee guida di quello che diventerà il proprio modo di essere. Potremo apportare degli aggiustamenti, ma l’architettura dell’edificio si forma in questa epoca. Lo stile di vita è il modo in cui facciamo le cose, è la modalità attraverso cui ci adattiamo all’ambiente sociale.

RUOLI

Osservare lo stile di vita di una persona permette di conoscere quella che è la logica che è alla base dei suoi comportamenti.  Ognuno recita il ruolo che sente come il più appropriato  e per garantirsi maggior sicurezza. Questo bisogno di sicurezza è il fine del proprio comportamento, talvolta senza valutare se sussiste un vero e proprio beneficio sia a livello collettivo che personale. Infatti, potremmo scegliere di adottare dei comportamenti sociali che ci possono sottoporre a elevati livelli di stress aprendo le porte a fratture interne molto profonde. Ad esempio come accade per le persone che non sanno mai dire ‘basta!’ e continuano ad essere manipolati e sfruttati da tutti.

IL BILANCIAMENTO

La salute mentale è il frutto della capacità di operare comportamenti  che riconoscono un certo equilibrio nella battaglia tra le istanze della persona con quelle della società in cui vive.(per approfondire L’Autore nel descrivere tali concetti pone l’attenzione sulla necessità di ricercare armonia tra queste istanze per garantirsi una posizione soddisfacente  sia con se stessi che con coloro con cui si interagisce. (per approfondire)

La ricerca costante di questo bilanciamento è una vera e propria necessità nei legami affettivi e sentimentali. Ove aspirazioni di esclusiva autorealizzazione, a discapito del partner, vanno a togliere quegli aspetti di cooperativismo indispensabili per una buona relazione. Pertanto, aprirsi anche ad atteggiamenti consapevoli di compartecipazione è indispensabile per vivere una vita sana e produttiva negli affetti , nelle amicizie e sul lavoro. (per approfondire)

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