L’autosuggestione applica il principio da se stessi a se stessi. Attraverso la suggestione si imprimono idee nuove, agevolando i comportamenti desiderati. Chi opera la suggestione può essere al contempo suggestionatore e suggestionato. Ciò dipende dalla scelta di operare direttamente su se stessi. Con l’autorità della nostra volontà possiamo influenzare le nostre funzioni psichiche. (per approfondimenti)
DIFFERENZA TRA SUGGESIONE ED AUTOSUGGESTIONE
La differenza sostanziale è che la suggestione è indotta dall’esterno, l’autosuggestione, volontaria o involontaria, è originata nella persona stessa. Nell’autosuggestione, la volontà opera la scelta e seleziona le suggestioni che vogliamo far penetrare in noi. Semplicemente servendosi della ripetizione ed attenzione per accrescere il loro effetto. Quella descritta è l’autosuggestione volontaria, che riconosce all’individuo il potere di scegliere senza intervento esterno.(per approfondimenti)
A cui possiamo aggiungere l’autosuggestione involontaria che si concretizza quando, ripetendo con costanza, una data realtà diventa ‘reale’. Senza alcuna partecipazione cosciente della persona. L’effetto di credibilità si ottiene imprimerla nella mente altrui attraverso una ripetizione convinta ed arricchita di elementi. Rendendo quella pseudo realtà come un fatto vero sia per chi la racconta che per chi ascolta. Purtroppo da tale forma di autosuggestione può nascere fanatismo e bigottismo. Hitler era convinto di essere ‘Il Prescelto’.
AUTOSUGGESTIONE: DALL’IO AL ME
Va sottolineato che l’autosuggestione può produrre un gran male od un gran bene. È uno strumento di grande valore che va usato appropriatamente. La sua azione procede dall’io soggettivo al me oggettivo, invitando il subconscio a collaborare. Ad esempio può capitare di ‘chiedere a se stessi’ di svegliarsi alle sei di mattina per prendere puntuali il treno. Puntiamo la sveglia, ma pochi attimi prima che suoni si è già svegli .
DA IO A ME
L’io soggettivo può chiedere al me oggettivo di attivarsi per superare la paura e sostituirla col coraggio. ‘Dichiarazioni’, ‘affermazioni’ o ‘negazioni’ sono forme di autosuggestione usate per sostituire il pessimismo con l’ottimismo o il timore con la speranza. Il punto debole di tale tecnica è riscontabile nell’accontentarsi di semplici ‘affermazioni verbali’. Trascurando di rendere operative tutte le funzioni psichiche, per il concreto raggiungimento del modello ideale che si vuole rendere effettivo.
COME OTTENERE L’AUTOSUGGESTIONE
Per far si che l’affermazione sia efficace è necessario destinare e polarizzare l’attenzione ad azioni determinate. Alla parola va seguita l’azione, poiché è attraverso la parola e il fare che si hanno le migliori impressioni. Un’affermazione del tipo ‘io sono questo o quello’ può produrre qualche effetto, ma non sempre efficace. Un’affermazione generica è poco chiara, risulta poco convincente, quindi non operativa.(per approfondimenti)
AFFERMAZIONI
Se mi dico ‘Sono forte e coraggiosa’ ed in cuor mio dubito di ciò, difficilmente attuerò una buona autosuggestione. Invece, se si afferma ‘Giovanna tu sei forte e coraggiosa’ qualcosa cambia. Se ci soffermiamo ad ascoltare le sensazioni ci rendiamo conto che l’affermazione risuona. Il ruolo del suggestionatore e del suggestionato è chiaro, ben definito e l’effetto è diverso. Utilizzando poi la VISUALIZZAZIONE, una specifica forma di autosuggestione, è possibile rafforzare l’impressione e rendere possibile il risultato.
VISUALIZZAZIONE
La visualizzazione trova consistenza nel utilizzare appropriatamente la funzione immaginativa. Creando nella propria ‘mente interiore’ delle immagini o sequenze di immagini che rafforzino il risultato perseguito. Maggiore sarà la chiarezza dell’immagine mentale, più forte sarà l’impressione prodotta dall’autosuggestione. Ciò in quanto internamente tendiamo a materializzare gli ideali sviluppati come elementi verso cui tendere e di riferimento.
SVILUPPARE DELLE QUALITA’
Se desidero sviluppare talune qualità posso prendere a riferimento dei personaggi storici, scienziati, filosofi od eroi a cui tendere. Per perfezionare quello specifico aspetto in me. Ora affermazione, visualizzazione, attenzione direzionata e ripetizione possono cominciare ad agire. L’azione tende a reagire al pensiero come questo tende a formarsi nell’azione. Se si desidera giungere alla padronanza delle emozioni, utili allo scopo prefisso, è opportuno utilizzare volontà e fermezza per attraversare le difficoltà.
È indispensabile tenere curata quella parte di sé che si desidera migliorare. Manifestando costantemente nell’azione le qualità che si vuole sviluppare. Trasformare i pensieri in azione, induce alla creazione di nuovi tracciati interni a cui fare riferimento per agevolare il cambiamento. Se cammino accigliata guardando a terra dimostro a chi incontro che sono di malumore. Se cammino e guardo dinnanzi a me sorridendo trasmetto allegria. Un fenomeno fisico può influenzare l’umore e viceversa, in primis ciò va fatto con noi stessi.
IN SINTESI
L’autosuggestione verbale deve essere associata all’azione che può essere rafforzata alla visualizzazione creativa. Una volta scelta la qualità da coltivare non ci si deve forzare in ulteriori elucubrazioni. Va sviluppata un’immagine ideale verso cui tendere, quindi si deve cominciare ad agire. La mente influenza il corpo e il corpo interviene sulla mente. Possiamo così ottenere in autonomia un buon risultato. Sono utilissime in questa fase volontà, perseveranza e fermezza.
NELLA PSICOSINTESI
La Psicosintesi si invita ad affiancare a qualità non più necessarie, altre che sono più in coerenza con le necessità attuali del vivere. Quindi non allontanare o ripudiare, ma far nascere e crescere qualità utili. In tal modo l’autosuggestione diventa una forma di auto-educazione ed auto-allenamento per agevolare il cambiamento. Riconoscendoci il poter di far di sé ciò che si vuole, facendo emergere quel ‘qualcosa interiore’ che ci abita da sempre e ci ricorda il senso del nostro vivere. (per approfondimenti)
