Skip to content Skip to footer

RESPIRAZIONE E CORPO 1/2

RESPIRAZIONE E CORPO 1/2

La connessione tra corpo è mente può essere ‘gestita’ attraverso il respiro. Si, il respiro! Se ci si pensa bene, questo è uno strumento a nostra completa disposizione, anche se è semi sconosciuto. Respiriamo automaticamente senza pensare “Ora devo inspirare, poi espirare!”. Se osserviamo empaticamente chi ci sta di fronte e ci soffermiamo sul suo respiro, possiamo percepirne lo stato emotivo.  Se si è nervosi ed in ansia il respiro è diverso rispetto all’essere gioiosi o semplicemente tranquilli e sereni.

PER CHI E’ ALTAMENTE SENSIBILE

Per una #PersonAltamenteSensibile imparare a conoscere il proprio respiro ed utilizzarlo appropriatamene, significa ritrovare la Centratura persa ed individuare quel Equilibrio Interiore che aiuta a riconquistare la stima nelle proprie potenzialità. Quando il corpo è rilassato la mente lo segue a ruota. Imparare ad acquietare la mente con esercizi del respiro significa porsi nella condizione di essere ‘realmente vivi nel momento presente’, senza farsi trascinare dal vortice dei pensieri e senza lasciarsi distrarre dalle emozioni. Quando ci si concentra sulla respirazione e sul corpo, il momento è davvero “presente”, tanto d’avere la sensazione di toccarlo con mano. Solo nel momento presente si può contattare la forza interiore, imparare ad evolvere e scegliere come si desidera reagire all’esperienza di ‘essere ciò che si è’.

UN RESPIRO PROFONDO E COMPLETO

Quando ci troviamo dinnanzi ad un pericolo, il nostro sistema autonomo attiva una respirazione rapida e superficiale: questa è la naturale risposta allo stress. I processi fisiologici accelerano e la persona è pronta a reagire istantaneamente alla minaccia. In questa condizione la mente razionale è sopraffatta dalle emozioni che prendono il sopravvento. Una respirazione di petto è uno dei modi che il corpo ha di “dare gas”, secondo l’ancestrale logica dell’attacco-fuga. La mente razionale non distingue tra i pericoli reali e quelli emotivi. Questi ultimi sono delle ‘fameliche voci interiori’ che attivano comportamenti di risposta allo stress, che portano a dimenticarsi di respirare o a trattenere il fiato. La sensazione di paura e di insicurezza attiva una modalità reattiva di disconnessione con noi stessi.

USCIRE DALLA DISCONNESSIONE

Uscire da questa parabola può concretizzarsi ripartendo dal sistema nervoso autonomo ed intervenendo sulla respirazione profonda ed addominale. Poiché questa è in grado di indicare al corpo che è ora di rallentare e rilassarsi. Se si pone l’attenzione alla respirazione, il respiro naturalmente assume un ritmo costante, lento e profondo e il cervello si abbandona ad uno stato pacifico in cui non ci sono emergenze. È in questa condizione che è possibile creare uno spazio per sganciarsi dal “fare” e rilassarsi per “essere” in una dinamica di ”accettazione”.